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"La Vicìnia"
Lui dal 2022
 

Saranno studiati dalla “Special School Emilio Sereni”, a fine estate
PAESAGGI COLLETTIVI
Dal 7 al 10 settembre, Troina ospita il confronto su “Usi civici e Beni comuni come risorsa”

La Scuola di Paesaggio “Emilio Sereni”, attiva presso l’Istituto “Alcide Cervi” di Gattatico (RE - www.istitutocervi.it/istituto-alcide-cervi/) e considerata una delle più importanti esperienze italiane di formazione sul paesaggio, torna in Sicilia, dal 7 al 10 settembre, per affrontare il tema “Paesaggi collettivi: Usi civici e beni comuni come risorsa”, nel corso della “Special School Emilio Sereni”.
Pubblichiamo integralmente la presentazione dell’evento, disponibile al link www.istitutocervi.it/special-school-emilio-sereni-troina, unitamente al programma e al modulo per le iscrizioni.
Fra gli esperti che hanno già assicurato la propria presenza, vi sono esponenti di spicco del mondo dei Domini collettivi, come Geremia Gios, responsabile della “Cattedra delle Proprietà collettive” del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive di Trento; Athena Lorizio, segretaria generale di dell’associazione “Aproduc” (demaniocivico.it); Carlo Ragazzi, presidente del Consorzio “Uomini di Massenzatica”; e Alberto Reggiani, presidente della Partecipanza agraria di Nonantola.


Nell’ambito del dibattito sulla crisi ambientale si sta parlando sempre più dei beni comuni e delle forme di gestione comunitaria del territorio come soluzioni per frenare gli effetti distruttivi dell’individualismo economico e salvaguardare il carattere collettivo e sociale dell’uso delle risorse. Tra i beni comuni, le proprietà collettive e gli usi civici hanno rappresentato storicamente strumenti utili per coniugare ambiente ed economia, uso e tutela delle risorse, equità sociale e benessere collettivo. Il paesaggio è l’esito e al tempo stesso lo specchio delle forme di uso del territorio e dell’organizzazione della società.
A questa prospettiva è rivolta la Scuola di Paesaggio “Emilio Sereni”, una delle più importanti esperienze italiane di formazione sul paesaggio attiva presso l’Istituto Alcide Cervi e che ora, per la seconda volta viene in Sicilia, nella significativa cornice di Troina, non perché qui sia ospitata, ma perché ormai ne è quasi una seconda casa.
Il tema scelto per questa seconda edizione speciale siciliana è “Paesaggi collettivi: usi civici e beni comuni come risorsa”.
Così come è tradizione della Scuola e come avvenne con l’edizione 2016 che si tenne a Siracusa ed ebbe come tema “I paesaggi della Riforma agraria”, il taglio è quello della storia operante, volta cioè alla conoscenza, ma anche all’azione.
Gli usi civici sono un istituto in gran parte dei casi risalente al Medio Evo e costituiscono una modalità di esercizio collettivo del diritto di possesso e di accesso alle risorse legata, in origine, alla necessità di garantire forme di sussistenza alle popolazioni che fossero libere dal giogo della feudalità. I territori soggetti a tali usi sono in molti casi di proprietà pubblica, demani civici, sono diffusi nel Mezzogiorno, ma non sono l’unica forma di proprietà o gestione collettiva, affiancandosi ad altre modalità che assumono denominazioni diverse nelle varie regioni (Università agrarie, Comunanze, Vicinie, ecc.).
Studiati soprattutto dal punto di vista giuridico fin dal 1927, quando ne venne approvata una prima regolamentazione con la legge n. 1766 del 1927, hanno via via perso importanza man mano che si sbiadiva il legame tra le comunità e i luoghi e, in particolare, si perdevano antiche pratiche di sostentamento (pascolo, raccolta della legna o dei frutti, caccia, ecc.). Attualmente essi sono considerati, seppure marginalmente, in maniera quasi esclusiva per il ruolo strumentale che hanno in relazione alla tutela del paesaggio poiché «le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici» sono sottoposte a vincolo fin dall’approvazione della legge Galasso del 1985 e ancora con il Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Oggi, di fronte alla necessità di modificare il modello di sviluppo insostenibile che ha caratterizzato gli ultimi due secoli e, in particolare, gli ultimi decenni, le “terre comuni”, siano esse demani pubblici che aree private soggette a usi civici, possono diventare risorse per percorsi di sviluppo originali e specifici che vedano le comunità protagoniste, capaci di riappropriarsi del loro territorio senza depredarlo, nell’ottica che l’uso condiviso può apportare più beneficio di quello individuale. E questo è possibile proprio a partire dal loro riconoscimento come paesaggi meritevoli di tutela, alla luce dell’articolo 9 della Costituzione Italiana e della definizione del paesaggio sancita dalla Convenzione europea. Si tratta, in fondo, di interpretare in un nuovo modo quella necessità di sopperire a bisogni primari comunitari che è alla base della istituzione degli usi civici, non più connessi con il sostentamento primario (cibo, acqua, legna), ma alla costruzione di futuro di comunità che vivono soprattutto nelle aree interne, rese fragili e marginali dal modello di sviluppo “mercantile e capitalistico” come lo definì proprio Emilio Sereni.
La Scuola di Paesaggio Emilio Sereni dedica quindi questa seconda Edizione speciale in Sicilia a quei territori ancora caratterizzati da forme di gestione comunitaria della terra e delle risorse per confrontarne le caratteristiche, ma, soprattutto, per condividere buone pratiche di uso delle aree soggette a usi civici da parte di comunità che se ne sono riappropriate per creare rinnovata identità, sviluppo sostenibile, occupazione e coesione sociale
La scelta della città di Troina come sede di questa edizione della Scuola, costituisce in questo senso un riconoscimento dell’azione costante, condotta dal Comune da quasi un decennio, che ha consentito alla comunità di riprendere possesso di oltre 4 mila ettari di bosco comunale da lungo tempo affittato ad allevatori legati alla mafia agraria e di attivare una gestione del patrimonio pubblico caratterizzata dalla sostenibilità, capace di creare occupazione e di riattivare il legame tra gli abitanti e il territorio.
La Scuola sarà distribuita su quattro giornate e articolata nelle seguenti sezioni: Sessione inaugurale: Presentazione della scuola; Lectio magistralis; Sessione 1: Usi civici o beni comuni?; Sessione 2: Le buone pratiche nella contemporaneità. Il quadro conoscitivo; Sessione 3: Prospettive per una reinterpretazione dell’uso civico; Sessione conclusiva: La Carta di Troina.
Oltre alle lezioni frontali a carattere interdisciplinare, l’offerta formativa prevede iniziative collaterali quali laboratori, workshop, presentazione di libri, visite sul territorio, mostre ecc.
La Scuola è aperta a tutti e rivolta in particolare a tutti i soggetti che a vario titolo si occupano di paesaggio e di territorio, in particolare a coloro che operano nei campi della formazione e della ricerca, dell’amministrazione, della pianificazione, tutela e valorizzazione delle risorse territoriali, dello sviluppo rurale e del rilancio dei territori fragili, delle attività imprenditoriali in ambito rurale, della promozione dei beni culturali e della educazione al paesaggio.
La Scuola si svolgerà in modalità full immersion con lezioni, laboratori e momenti di discussione al Centro Congressi “La Cittadella dell’Oasi”, visite al centro storico della città di Troina, all’Azienda silvopastorale del Comune, al patrimonio ambientale e boschivo dei Monti Nebrodi.
La Scuola intende costituire una feconda occasione d’incontro fra Università e governo del territorio, un luogo dove docenti e corsisti si incontrano e si interrogano sulle strategie di uno sviluppo nuovo, che rimetta al centro l’identità e le vocazioni autentiche dei territori ed i conseguenti processi di patrimonializzazione, nei quali il paesaggio e l’ambiente, in ossequio all’articolo 9 della Costituzione, costituiscono un aspetto centrale.
La direzione della Scuola è affidata a Fausto Carmelo Nigrelli, che sarà affiancato da un Comitato scientifico composto da Mauro Agnoletti, Gabriella Bonini, Emiro Endrighi, Rossano Pazzagli, Saverio Russo, Anna Sereni e Carlo Tosco.