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"La Vicìnia"
Setembar dal 2021
 

La “Cipra” riflette sul ruolo dei Beni comuni e delle Comunità
UN’ECONOMIA COMUNITARIA
La rivista “Alpinscena” riflette sulle iniziative auto organizzate dell’Economia comunitaria

[L. N.]
Il numero 107 della rivista della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, “Alpinscena”, uscito nell’inverno scorso, è interamente dedicato alle diverse forme di Economia comunitaria e al contributo che possono offrire per una gestione innovativa e sostenibile dello Spazio alpino.

Il titolo scelto per il numero monografico di “Alpinscena”, dedicato all’Economia comunitaria, è: “Il bene comune Alpi / Elementi per un’economia che cambia”.
Vi sono pubblicati contributi sulle esperienze di Philippe Béthune, Christian Felber e Nicole Hohmann e sono raccolti servizi sull’economia circolare del legno, sull’Economia del Bene comune, sull’integrazione fra cultura, artigianato e cooperazione e su forme d’innovazione riguardanti “Formaggio d’alpeggio, greggi digitalizzati e legname alpino”.
La rivista è introdotta da Jacob Dietachmair, responsabile del progetto “Economia in cambiamento” di Cipra internazionale, mentre l’articolo di apertura è intitolato “Meglio una gestione comunitaria”.
«Dall’almenda ai commons – si legge nel sommario introduttivo del contributo, a firma di Irmi Seidi – l’Economia comunitaria ha una lunga tradizione nelle Alpi. Le iniziative auto organizzate mostrano che le crisi si superano meglio puntando sulla cooperazione e su strutture piccole».
Fra le tesi esposte dall’articolo, «La necessità di Comunità forti».
«Le comunità forti sono il presupposto per lo sviluppo e la durata di tali attività. Sono forti a condizione di scambi regolari e sviluppo continuo delle pratiche di utilizzo condiviso tradizionali, accompagnati dalla risoluzione delle controversie. La crisi da Coronavirus ha dimostrato – sostiene l’autrice – che le persone possono mettersi insieme, sostenersi a vicenda e porre al primo posto il bene comune. Questa è una scoperta incoraggiante in vista delle molte crisi che affrontiamo».
Il contributo affronta pure il tema della proprietà, nel paragrafo intitolato “Proprietà e denaro come commons”.
«In passato, il principio alla base delle almende era la comproprietà. La proprietà privata potrebbe essere sempre più spesso trasferita in proprietà comune oppure tenuta in mani pubbliche ed essere concessa solo in enfiteusi o accordi simili. Sia nelle Alpi che fuori sono sempre più diffuse le organizzazioni che acquistano terreni e immobili, li detengono in comproprietà e li affittano o li concedono in comodato d’uso, quali BioBoden, la Fondazione Edith Mayron, l’associazione «Bodenfreiheit» o il Miethäuser-Syndikat. Anche il denaro si presta alla comproprietà».
E, più oltre, la dirigente dell’Unità di ricerca di Scienze economiche e sociali dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio “Wsl” afferma: «Lo sviluppo e il mantenimento delle attività per il bene comune rafforza le comunità anche nel far fronte al declino della crescita economica – un trend ineluttabile, come hanno dimostrato gli ultimi decenni. I Commons rafforzano ulteriormente la resilienza alle crisi strutturali che possono essere imminenti, siano esse cambiamenti nel turismo (p. 19) o la completa trasformazione di settori industriali».
La rivista della “Cipra” può essere letta liberamente, scaricandola dal link: https://www.cipra.org/it/pubblicazioni/alpinscena-ndeg-107-il-bene-comune-alpi/dateien/Szene_Alpen_107_it_web_neu.pdf/@@download/file/Szene_Alpen_107_it_web_neu.pdf?inline=true.