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"La Vicìnia"
Lui dal 2020
 
Il Monte Stivo da Chienis (www.comune.ronzo-chienis.tn.it/Territorio/Paesaggi-e-immagini)

Vincenzo Cerulli Irelli, presidente dell’Associazione per la tutela delle proprietà collettive e dei diritti di uso civico “Aproduc”
In base alla Legge 168/2017, le «particelle gravate da uso civico» vanno intestate alle Frazioni
SONO BENI DELLA COMUNITà
L’esempio virtuoso del Comune di Ronzo-Chienis, in provincia di Trento

Con «la legge 168/2017 la titolarità dei beni non è riconosciuta più in capo ai Comuni, i beni appartengono alle comunità e le comunità sono rappresentate dal loro ente esponenziale. Solo nel caso in cui l’ente non si sia costituito, è riconosciuta la possibilità al Comune, ma sempre nelle more della costituzione dell’ente, di subentrare nella gestione dei beni della comunità».
Vincenzo Cerulli Irelli, illustre professore di Diritto amministrativo (fra l’altro, autore nel 1983 del classico “Proprietà pubblica e diritti collettivi”), nonché ex deputato (dal 1996 al 2001) e presidente della Commissione bicamerale per la riforma amministrativa, oltre che presidente dell’Associazione per la tutela delle proprietà collettive e dei diritti di uso civico “Aproduc” (www.demaniocivico.it), in poche righe, ha esposto uno dei cardini sui quali si fonda la nuova normativa che regolamenta, oggi in Italia, l’importante materia della Proprietà collettiva.
Purtroppo, però, mentre nel resto del Paese, ci si sta adoperando per la sua concreta e completa applicazione, considerati i valori costituzionali in ballo e le potenzialità socio-economiche derivanti da una gestione attiva e condivisa di immensi patrimoni agro-silvo-pastorali, in Friuli ci si attarda ancora in sterili distinguo (perfino da parte di cosiddetti “cultori” della materia), in atteggiamenti ostruzionistici o negazionisti (fin negli uffici regionali e commissariali), quando non in vere e proprie campagne liquidatorie o usurpatrici (tanto da parte di speculatori privati come dei “soliti” enti pubblici, dalla Regione fino ai Comuni).
Ancor più significativa ed esemplare, dunque, appare l’azione per la fedele applicazione della Legge 168/2017 intrapresa dall’Amministrazione comunale di Ronzo-Chienis, in provincia di Trento.


Il Comune trentino di Ronzo-Chienis, in ottemperanza allo spirito e alla lettera della 168/2017 “Norme in materia di domini collettivi”, nell’anno successivo alla promulgazione della legge statale, ha dato mandato alla sindaca Piera Benedetti di «richiedere la rettifica di intestazione tavolare delle particelle gravate da uso civico a favore della frazione di Ronzo e della frazione di Chienis».
L’iter burocratico per la rettifica, pur protraendosi per diversi mesi, si è positivamente concluso il 3 giugno 2020 con la pubblicazione, da parte del Comune di Ronzo-Chienis, del “Decreto Tavolare G. N. 76/2019” emanato dal Giudice Tavolare del Tribunale di Rovereto.
La notizia è stata diffusa dal “Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive” di Trento il quale, nella Sezione “Applicazione della legge 168/2017” della sua “Nesletter”, ha provveduto a pubblicare il Verbale di Deliberazione del Consiglio comunale di Ronzo-Chienis n. 27 del 7 dicembre 2018 avente ad oggetto: “Autorizzazione al Sindaco a richiedere la rettifica di intestazione tavolare delle particelle gravate da uso civico a favore della frazione di Ronzo e della frazione di Chienis” e il Decreto del Giudice Tavolare del Tribunale di Rovereto G. N. 76/2019.
Tali documenti possono essere consultati nell’allegato: https://www.usicivici.unitn.it/download/newsletter/20200603_2208DeliberazioneConsiglio-DecretoTavolare.pdf.
Particolarmente significative sono le motivazioni addotte dal Consiglio comunale di Ronzo-Chienis per illustrare la propria azione, fondata oltre che sui principi della Legge 168/2017 anche sulla norma 6/2005, varata dalla Provincia autonoma di Trento, che «considera i beni di uso civico “i demani collettivi e le rispettive pertinenze nonché gli altri beni gravati di uso civico appartenenti alla generalità dei cittadini residenti nel territorio frazionale o comunale, quali individuati ai sensi della legge 16 giugno 1027, n. 1766 sul riordino della disciplina degli usi civici”».
La delibera comunale, votata all’unanimità il 7 dicembre 2018, ritiene «doveroso richiedere la regolarizzazione di intestazione della proprietà a nome, rispettivamente, della frazione di Ronzo e della frazione di Chienis in quanto la titolarità formale dei suddetti beni spetta alla frazione per i beni di uso civico frazionale».
L’istanza di rettifica al Giudice Tavolare (vagliata dal Segretario comunale e dal Servizio finanziario), già il 21 gennaio 2017, era stata accolta favorevolmente dalla “Consulta comunale della proprietà collettiva frazionale”, in virtù del «diritto di proprietà per uso civico sulla base dei rispettivi decreti originari di assegnazione del Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici».