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"La Vicìnia"
Jugn dal 2020
 
Cesare Trebeschi (Cellatica, 25 agosto 1925-Brescia, 10 aprile 2020). L’immagine è quella proposta dal ”Corriere di Brescia”, a corredo dell’articolo ”Addio a Cesare Trebeschi, ex sindaco e «coscienza critica» di Brescia” (https://brescia.corriere.it)

Con Emilio Romagnoli, Cesare Trebeschi è stato il curatore del fondamentale volume in due tomi “Comunioni familiari montane. Testi legislativi, sentenze, studi e bibliografia” dell’Istituto di Diritto agrario internazionale e comparato (Brescia, 1975)
Venerdì Santo, 10 aprile, è morto l’avvocato Cesare Trebeschi
ADDIO AL PATRIARCA DEI DOMINI COLLETTIVI
Ha difeso e sostenuto, con amore e sapienza, il Popolo delle Proprietà collettive

[L. N.]
Nel pieno della pandemia di Covid-19, se ne è andato l’avvocato Cesare Trebeschi, amato “patriarca” del Popolo dei Domini collettivi.
Il grande giurista e lungimirante amministratore è morto all’età di 94 anni, all’alba di Venerdì Santo, il 10 aprile scorso, dopo un breve ricovero in una clinica di Brescia.
Legale preparatissimo e ammirato, ha assistito le Proprietà collettive di mezza Italia (ivi comprese le Vicìnie della Valcanale) ed in particolare dell’area dolomitica, collaborando prima e raccogliendo poi il testimone di Emilio Romagnoli.
Esponente di punta del Cattolicesimo democratico, è stato per 10 anni, dal 1975 al 1985, sindaco di Brescia, dopo aver guidato il Comune del suo paese d’origine, Cellatica, nel primo dopoguerra, all’indomani della lotta di Liberazione (nella quale ha operato come staffetta partigiana delle “Fiamme Verdi”, seguendo le orme del padre Andrea assassinato nel campo di concentramento di Gusen).
L’esperienza alla guida dell’Amministrazione comunale bresciana, era stata preceduta dal mandato come presidente della società dei servizi di pubblica utilità “Asm Brescia”, quando aveva avviato l’innovativo progetto per il Teleriscaldamento della città lombarda.
È stato attivo frequentatore delle “Riunioni scientifiche” del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive di Trento, durante le quali s’intratteneva amabilmente tanto con i grandi luminari che con i semplici Consorti e Vicini.
Nel 1997, ha svolto un ruolo fondamentale, insieme con il professor Pietro Nervi, al convegno di Ravascletto “Le Terre civiche della montagna del Friuli-Venezia Giulia”, che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di riconoscimento e tutela dei Domini collettivi della Carnia e del Friuli, in generale.


Il saluto affettuoso e riconoscente delle Regole di Ampezzo

A ricordo di Cesare Trebeschi

Il 10 aprile 2020, alla onorabile età di 94 anni, si è spento Cesare Trebeschi, uomo di legge e di politica, che molti nella Comunità ampezzana hanno conosciuto quale amico e sostenitore delle Regole, a favore delle quali il suo Studio legale ha combattuto per decenni. Successore ideale del prof. Emilio Romagnoli nella conoscenza di una materia giuridica per lo più ignota alla maggior parte delle persone, Cesare Trebeschi ha accompagnato per lunghi anni le vicende regoliere sia nel suo esercizio di avvocato, sia nell’appoggio tecnico e lungimirante che ha dato durante i lavori preliminari di stesura e revisione dei testi di legge che ancora oggi tutelano le nostre comunità.
Era originario di Cellatica, alle porte di Brescia, ed è nella città capoluogo che ha sviluppato la sua carriera professionale e politica, rivestendone il ruolo di Sindaco per ben dieci anni.
Nel mondo politico era conosciuto come uomo di idee innovative e capacità concrete nella loro applicazione, precedendo i tempi nelle iniziative di cura ambientale e urbana alle quali si dedicò nella sua città. Le sue grandi doti umane erano improntate su principi civili e cristiani molto solidi, declinati nel quotidiano sia nella carriera politica, sia nella vita professionale di avvocato, sia nell’ambito familiare. Molto ha scritto, non solo su temi giuridici ma lavorando anche a temi etici e di politica sociale. Parafrasando un suo scritto, suo è il pensiero che il diritto ha un comune fondamento: la ricerca della pace di ogni comunità, grande o piccola, e quindi delle vie per prevenire le liti o ricomporle. Si tratta, dunque, di evitare che l’abuso dell’interesse personale danneggi gli altri e porti insidia alla pace sociale.
Il problema, secondo Trebeschi, è quindi quello di unire le tre vite, la vita del singolo, la vita della comunità e la vita della terra: tutte e tre devono unirsi come vita e non come sfruttamento o asservimento dell’una con l’altra. Questo è stato anche il principio del suo rapporto con le Proprietà collettive, con le Regole, che difendeva con la maestria di un avvocato capace e con il cuore di una persona che amava davvero ciò che le Regole esprimono nella loro sostanza, cioè il connubio virtuoso fra interesse della persona, della collettività e della terra.
Con Cesare Trebeschi scompare un Grande della cultura comunitaria e collettiva e ne conservo il ricordo affettuoso di un Vecchio Saggio: vecchio e saggio, due parole belle, oggi forse desuete, che raramente riusciamo a riconoscere entrambe in una sola persona.
Mi piace, quindi, condividere con i Regolieri l’immagine di quest’uomo latore dei principi antichi, orientati al reale rispetto delle persone e delle cose, garbato, erudito, ironico, forte, che saluto raccogliendone idealmente la fermezza nel perseguire gli ideali che gli sono appartenuti e che possono continuare ad appartenere alle Comunità per le quali lavoriamo... E lo lascio con un sorriso, ricordando il suo saluto una delle ultime volte che lo incontrai, quando mi disse che ci saremmo rivisti nella Valle di Giosafat, senza che io riuscissi a cogliere immediatamente il suo riferimento al luogo biblico del giudizio universale.

Stefano Lorenzi “de ra Becaria”

“Ciasa de ra Regoles / Notiziario delle Regole d’Ampezzo”
n. 184 - maggio 2020