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La “Bandiera verde” della “Carovana delle Alpi” sventola dal 2015 anche a Givigliana

Il “Dossier delle Bandiere” rende onore ai Domini collettivi
CIGNI NON STRUZZI
Pubblicato il bilancio della Campagna “La Carovana delle Alpi” dal 2004 al 2019

[L. N.]
I Domini collettivi della Montagna friulana di certo non appartengono alla schiera degli “struzzi”, «che preferiscono non guardare la realtà o negare l’evidenza»; al contrario, fra le «pratiche innovative ed esperienze di qualità ambientale e culturale dei territori montani», hanno un posto di grande rilievo.
È quanto emerge a prima vista dalla lettura dal “Dossier delle Bandiere”, che “Legambiente” ha dato alle stampe, nell’ambito delle celebrazioni per il 30° di fondazione del proprio Circolo di Carnia, Canal del Ferro e Valcanale e per tirare un bilancio della Campagna “La Carovana delle Alpi”, negli anni dal 2004 al 2019.


Fra le 23 esperienze insignite con la “Bandiera verde”, nella Montagna friulana, fra 2004 e 2019, figurano due Amministrazioni frazionali, una Comunione familiare e una Cooperativa agricola diretta emanazione di un Consorzio di abitanti originari.
A tali realtà collettive, inoltre, può essere parzialmente assimilata, per ispirazione ideale e modello organizzativo, anche un’“Associazione fondiaria”, attiva nella Valle dell’Erbezzo, in Comune di Stregna, e premiata nel 2017.
Pure nel “Riepilogo delle Bandiere nere”, peraltro, si evincono realtà connesse con la gestione dei Beni collettivi.
In questo caso, però, in negativo, in quanto vittime di usurpazioni, di mancato riconoscimento o di indebito sfruttamento.
Autori di tali torti nei confronti delle Proprietà collettive risultano il Comune di Farra d’Alpago (2005), Promotur spa (2007), il Comune di Sutrio, in particolare per il suo accanimento a danno delle Comunità di Priola e Noiariis (2008), la Regione Friuli-V. G. (2008 e 2016), il Comune di Forni di Sotto, distintosi per il malgoverno di un patrimonio di oltre 6 mila ettari e per l’ostruzionismo a danno delle Comunità di Baselia, Tredolo e Vico (2015) nonché i «Predatori dei Boschi della Carnia» (2017).
Il “Dossier delle Bandiere”, come spiegano nella presentazione il presidente regionale di “Legambiente”, Sandro Cargnelutti, e il presidente del Circolo della Carnia, del Canal del Ferro e della Valcanale, Marco Lepre, intende proporre alla riflessione delle Comunità alpine e dei decisori pubblici «vertici e abissi della montagna friulana».
Questa pubblicazione – dichiara Cargnelutti – «ripercorre e presenta un bilancio sui casi meritevoli di essere presi a modello e su quelli che, invece, si sono segnalati per la loro assurdità e negatività, fino al punto di rappresentare delle autentiche “ferite aperte nel territorio”».
Marco Lepre, nel suo intervento, si è assunto il compito di spiegare il riferimento al film “Il Fantasma della Libertà” e al confronto fra il “Cigno verde” (simbolo di “Legambiente”) e il goffo volatile che chiude la pellicola di Luis Buñuel.
Nella categoria degli “struzzi”, Lepre comprende coloro «che preferiscono non guardare la realtà o negare l’evidenza, come nel caso del riscaldamento globale», ma anche «coloro che ritengono, ad esempio, che ecologia e rispetto per l’ambiente vadano subordinati alle esigenze dell’economia e negano che siano compatibili con il progresso. A questi amministratori locali e regionali basterebbe suggerire di sovrapporre la carta dello spopolamento dei Comuni montani negli ultimi venti anni con quella della distribuzione dei non certo trascurabili investimenti regionali nel turismo invernale – conclude il ragionamento Lepre –, per capire che nuove piste da sci, impianti di risalita rinnovati e cementificazione del territorio, con la loro apparente modernità ed opulenza, non hanno risolto affatto i problemi della montagna».
Di ben altro spessore, sono le esperienze promosse dai Domini collettivi, riconosciuti da “Legambiente” con le proprie “Bandiere verdi”.
L’Amministrazione dei Beni frazionali di Pesariis, innanzitutto, è stata premiata nel 2008 «Per una gestione moderna e responsabile della Pproprietà collettiva a favore di una piccola comunità di montagna ed un uso sostenibile della risorsa forestale».
Nel 2015, la “Bandiera verde” è salita a Givigliana e Tors di Rigolato, per sottolineare il lavoro dell’Amministrazione dei Beni civici la quale, ricostituitasi nel 2002, ha dapprima «riportato a gestione i 153 ettari di bosco di produzione» e poi, con i proventi di tale attività, ha realizzato vari investimenti a favore della Comunità e del patrimonio civico, culminati nel recupero della Latteria sociale, divenuta Sede frazionale e Bar-Ristorante di “charme”.
«Per lo sforzo, anche progettuale, che il Consorzio e il suo giovane Consiglio di amministrazione fanno per gestire la Proprietà collettiva, integrando attività agro-silvo-pastorali e, in futuro, anche di turismo dolce, attorno ad un’idea di nuova economia di montagna che coniughi tradizione e innovazione e che si fondi sulla tutela e cura della natura»: con questa motivazione, nel 2017, è stata assegnata la “Bandiera verde” anche al Nachbarschaft Pontafel - Consorzio Vicinale di Pontebba Nova, dinamica Comunione familiare della Valcanale.
Infine, fra i Domini collettivi compresi nell’albo d’oro della “Carovana delle Alpi”, figura la Comunità di Collina di Forni Avoltri, premiata nel 2019, grazie alla Cooperativa Coopmont. «Un gruppo di giovani – sintetizza la motivazione – crea una cooperativa e rilancia un’antica varietà orticola (il cavolo cappuccio, denominato “cjapût” nella parlata locale, ndr.), dimostrando che di montagna e in montagna si può vivere».