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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2020
 

Antidoto amazzonico all’insostenibile abbandono del territorio
UN PROGETTO “SUPER GREEN”
L’Amministrazione separata Usi Civici di Rover Carbonare ne è la protagonista

“Vaia myco-remediation” è un programma “Super green” per il futuro sostenibile, che declina complesse esperienze per affrontare ecocriticità contemporanee, come quelle prodotte dalla tempesta Vaia.
Venerdì 28 febbraio, si presenta all’edizione di “Green Week 2020” la realizzazione di quanto proposto quale utopico progetto nell’edizione 2019, dopo aver depositato il marchio “Vaia CERT ®”, prodotto d’innovative concezioni scientifiche ed economiche, liberamente elaborate da persone che hanno creduto in questa idea.


Venerdì 28 febbraio, alle ore 9 presso la Sala dell’allegoria dell’UniCredit di Trento, si svolgerà il convegno “Vaia myco-remediation: un progetto super green. SezioneAnteprime”. Interverranno Giorgio Martini, farmacista bionutrizionista; Marco Passerini, chimico e micologo, docente di Micoterapia dell’Università di Padova; e Casimira Grandi, docente di Storia sociale contemporanea dell’Università di Trento, che condurrà l’incontro, a cura dell’Ateneo trentino.
L’“Ecologia della memoria”, nell’epoca della globalizzazione, tende a recuperare e valorizzare le storiche relazioni tra l’uomo e il suo ambiente di vita, per sostenere un’appartenenza identitaria – autentica – quale antidoto di elezione all’insostenibile abbandono del territorio.
In tale prospettiva, nell’estate 2019 è stato avviato, in Trentino, un progetto pilota dell’Amministrazione separata Usi Civici (“Asuc”) di Rover Carbonare, che ha messo a disposizione dell’utopia un appezzamento devastato da “Vaia”, dove sperimentare l’eliminazione della biomassa legnosa prodotta dalla tempesta con un fungo.
Il progetto prevede la degradazione naturale secondo il metodo tradizionalmente praticato dagli Indios amazzonici e ivi proposto dall’imprenditore micoterapeuta Marco Passerini.
I punti di forza di questo disegno sono apparentemente lontani dall’ambiente trentino, come lo sono concretamente le Alpi e l’Amazzonia, ma sono distanze che – affermano i promotori – «si annullano nell’esercizio di una contemporaneità culturale fluida, sostenuta dal virtuale e dal concetto maturo della “globalizzazione dello scambio” che annulla distanze e barriere soprattutto mentali».
Ciò è confermato dai rapporti in atto tra i promotori e la Sociedade Brasileira de Etnobiologia e Etnoecologia, nonché con il Grupo de Estudos Interdisciplinares sobre Biodiversidade, Sociedade e Educação na Amazônia dell’Universidade Federal do Pará.
Il fondamento culturale ed etico, da trasmettere alle future generazioni di Rover Carbonare, è sostenuto «dalla Geografia emozionale, vissuta attraverso elementi fisici e sociali, nel panorama di valenza storica, politica, economica di un prezioso patrimonio collettivo, ma attualizzato dalla comparazione con realtà altre nella “coerenza ai tempi di vita”, perché “L’universo è la nostra placenta” (A. Simoncini)».
Durante il convegno sarà proiettato un documentario girato dal dottor Passerini, che illustrerà l’azione in atto.