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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2020
 
Carloforte, Capo Sandalo

Tuili-Gesturi, Giara, Pauli Maiori, sullo sfondo il Gennargentu innevato
Nel 90,98% dei Comuni sardi sono stati ufficialmente accertati Diritti di uso civico
SARDEGNA, ISOLA DI TERRE COLLETTIVE
Sono Domini collettivi dai 300 ai 500 mila ettari di Beni a destinazione agro-silvo-pastorale

[Gruppo d’Intervento Giuridico onlus]
Il 31 gennaio, l’associazione ecologista sarda “Gruppo d’Intervento Giuridico” ha aggiornato il quadro delle operazioni di accertamento dei Demani civici dell’isola (http://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2020/01/31/sardegna-isola-di-terre-collettive/).
Nel 90,98% dei Comuni sardi è stata riconosciuta la sussistenza di Diritti di uso civico.


Dopo parecchi anni di lavoro e – nel piccolo – tante azioni legali e di sensibilizzazione da parte dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, sta giungendo a conclusione l’operazione di accertamento dei Demani civici presenti nel territorio isolano da parte dell’Agenzia Argea Sardegna, delegata in materia dalla Regione autonoma della Sardegna.
Sarà così finalmente aggiornato l’Inventario regionale delle Terre civiche, il documento fondamentale, di natura ricognitiva, per la conoscibilità dei terreni appartenenti ai Demani civici in Sardegna.
Questa è la situazione al gennaio 2020: 236 Demani civici in altrettanti Comuni presenti nell’Inventario generale delle Terre civiche (2012) attualmente in corso di riorganizzazione nel sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna; 107 Demani civici in altrettanti Comuni accertati nel corso del periodo 2018-2019; sono risultati inesistenti i Diritti di uso civico in favore dei cittadini di 7 Comuni.
Complessivamente, quindi, risultano finora presenti Diritti di uso civico in ben 343 Comuni su 377, pari al 90,98% dei Comuni della Sardegna.
Si stimano fra i 300 e i 500 mila ettari di estensione complessiva.
Come noto, i terreni a Uso civico e i Demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i.; legge n. 168/2017; regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.; legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.) costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le Collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale (valore riconosciuto sistematicamente in giurisprudenza).
I Diritti di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017 e 2, 9, 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.): «intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso» (art. 2 legge regionale n. 12/1994).
I Demani civici sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).
Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su Diritti di uso civico può essere adottato dalla Pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla Collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i., 3 della legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.).
Nei mesi scorsi, dopo il vero e proprio risultato storico per la difesa delle Terre collettive in Sardegna determinato dal primo recupero al Demanio civico (addirittura in via bonaria) dei quasi 48 ettari di terreni occupati illegittimamente da Privati avvenuto recentemente a Carloforte, c’è stato un importantissimo segnale positivo dato dal Comune di Desulo che ha deciso, con la deliberazione consiliare n. 33 del 29 novembre 2018, adottata all’unanimità, segno della forte condivisione della proposta, di chiedere all’Agenzia regionale Argea Sardegna il trasferimento dei Diritti di uso civico (art. 18 ter della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) da poco più di 11 ettari di vari terreni non contigui a più di 1.577 ettari di boschi e pascoli del Gennargentu, per «… incrementare il proprio patrimonio civico e tutelare sotto il profilo ambientale una vasta area boschiva. In particolare l’apposizione del diritto d’uso civico garantirà, alle generazioni future, l’inalienabilità, l’inusucapibilità e l’imprescrittibilità dei terreni sui quali si trasferirà il diritto».