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"La Vicìnia"
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La Politica deve fare la sua parte, favorendo la nascita di nuove “Asuc”
PILASTRO DELL’AUTONOMIA TRENTINA

Anche l’ultimo numero del periodico “Consiglio provinciale cronache”, dedicato alla «documentazione e informazione sull’attività politico-legislativa del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento» (www.consiglio.provincia.tn.it) dedica uno spazio significativo alla valorizzazione dei Domini collettivi.
Sulla questione, interviene il consigliere provinciale di “Agire per il Trentino” Claudio Cia.


La grande attualità e i valori antichi degli usi civici
patrimonio dei trentini

Claudio Cia, consigliere provinciale di “Agire per il Trentino”

Negli ultimi anni – anche a seguito del referendum del 2011 sull’acqua “bene pubblico” e dei numerosi convegni di studio in materia (nei quali la città di Trento è spesso protagonista) – grande attenzione è stata dedicata al tema degli usi civici.
Questo è dovuto soprattutto alla recente riscoperta e difesa di valori antichi, che la società contemporanea sembrava aver ormai dimenticato e che invece sono stati rivalutati e rivalorizzati. Gli usi civici appartengono infatti alla memoria storica, alle tradizioni, ai costumi e alla cultura millenaria del Popolo trentino e la grande rivalutazione – avvenuta a seguito della crisi economica del 2008 – del rapporto uomo-terra ha portato alla necessaria riscoperta di questi istituti.
Diviene allora chiaro che quando una collettività (come recentemente è accaduto a Faedo con la rifondazione della locale Asuc, ma come ormai settimanalmente si vede nel rinnovo delle cariche all’interno dei comitati delle Asuc dei nostri Comuni, delle Circoscrizioni e delle Frazioni) sceglie di esercitare il proprio diritto d’uso sul demanio civico, non solo si manifesta l’amore per il proprio territorio, ma si concorre anche a mantenere l’identità e l’autonomia dello stesso. Questo, nel breve periodo, aumenta il senso di responsabilità dei cittadini nei confronti del loro territorio e – nel lungo periodo – ci pone al riparo dal possibile arrivo di esseri malintenzionati desiderosi di appropriarsi delle nostre terre e delle nostre risorse. Ciò è di fondamentale importanza, specie se si considera che all’interno del demanio di un determinato territorio non rientrano solo le terre, ma anche i pascoli, i boschi e – soprattutto – le acque (l’oro del futuro).
Quello degli “assetti fondiari collettivi” è davvero – come ci insegna Carlo Cattaneo – “un altro modo di possedere”: a differenza di quanto accade nell’impresa privata, negli assetti fondiari collettivi l’obiettivo non è il profitto, ma la massimizzazione delle utilità percepite dalle famiglie consociate nell’ente collettivo. L’interesse va quindi oltre ciò che si riflette nelle generazioni viventi, diventando quello dei nostri figli, nipoti e delle generazioni che seguiranno la nostra, perché la tendenziale perpetuità della destinazione agro-silvo-pastorale serve a conservare i beni fondiari per le generazioni future e a garantirne la tutela.
In questo senso anche i giovani del movimento “Fridays for Future” potrebbero trovare il loro posto all’interno delle Asuc, abbandonando gli slogan vuoti e impratichendosi al servizio del proprio territorio per garantirne la sopravvivenza.
Naturalmente anche la politica deve fare la sua parte, favorendo la nascita di nuove Asuc sul territorio trentino e semplificandone la vita amministrativa. “Aire per il Trentino” sta lavorando in questo senso. Il nostro obiettivo è di agevolare la gestione del patrimonio di uso civico delle Asuc riducendo l’enorme carico di burocrazia che grava su uno dei pilastri della nostra Autonomia. Oltre a ciò credo sia ora di superare quella incresciosa consuetudine che impedisce alle Asuc di accedere direttamente ai vari contributi esistenti, in particolare quelli destinati a ristrutturazione e miglioramenti edilizi, da destinare a edifici gravati da uso civico che in alcuni casi ospitano anche servizi essenziali per le comunità locali. Per fare ciò basterebbe dedicare un apposito capitolo del bilancio provinciale a queste necessità. Ciò avrebbe evidenti ricadute positive sulla vivibilità delle realtà locali in chiave sia turistica che di animazione per i residenti e metterebbe a disposizione dei nostri cittadini spazi pubblici da destinare ad eventi socio-culturali.

www.consiglio.provincia.tn.it/news/pubblicazioni/periodici/Documents/Consiglio%20provinciale%20263%20web.pdf