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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2019
 

Giorgio Pagliari, primo firmatario della Legge statale 168/2017. All’indirizzo www.ildirittodelleconomia.it/2019/08/02/giorgio-pagliari-prime-note-sulla-l-20-novembre-2017-n-168-norme-in-materia-di-domini-collettivi/, può essere letto e scaricato l’articolo del professor Pagliari «“Prime note” sulla l. 20 novembre 2017, n. 168 (“Norme in materia di domini collettivi”)», pubblicato dalla rivista «Il diritto dell’economia» (anno 65, n. 98 (1 2019), pp. 11-41). Il testo riprende la relazione presentata dallo studioso dell’Università di Parma alla “Riunione scientifica” del 2018, organizzata dal Centro Studi e Documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive, a Trento, il 15 e 16 novembre
Appello a tutte le Comunità del Friuli
«ALZATE LA TESTA!»
Le parole del professor Giorgio Pagliari sulla proprietà dei Beni collettivi, secondo la nuova legge statale “Norme in materia di domini collettivi”

L’eco dell’intervento del professor Giorgio Pagliari, proposto il 22 novembre 2019 alla “Riunione scientifica” del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive dell’Università di Trento è giunta fino in Friuli. Il settimanale “La Vita Cattolica” ha proposto una traduzione friulana dei passi salienti dell’intervento dell’ex senatore e giurista, nell’articolo “Leç 168: «Jevait sù!»”, apparso nel numero del 4 dicembre.
Considerata l’importanza delle affermazioni del primo firmatario delle “Norme in materia di domini collettivi”, approvate all’unanimità dal Parlamento nel 2017 e da Pagliari stesso definite “Legge Grossi”, le riproduciamo in una nostra traduzione italiana.
La relazione completa dell’accademico, – intitolata “I dominii collettivi nella nuova dimensione legislativa: riflessioni sulle prospettive” – è disponibile sul Canale Youtube dell’Università di Trento, all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=6gte1eIeN1k&list=PLPX68SahQ9l7J1M9maeeo_QaJp1sNeqR_&index=7&t=0s.


«I Beni collettivi sono proprietà delle Comunità»

Non risulta che egli sia dettagliatamente informato sulla realtà friulana, né sulla sudditanza o sull’attendismo di tante Comunità e neanche sulla prepotenza di tanti sindaci e di tanti funzionari pubblici del territorio regionale, ciò nonostante l’appassionato appello rivolto a Trento da Giorgio Pagliari, il 22 novembre 2019, nel corso della 25^ “Riunione scientifica” del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive, sembrava perfettamente indirizzato alla popolazione di Forni di Sotto e di Nogaredo di Corno, alla Comunità di Collina e alla gente di Clavais e di Liariis, ma anche alle Comunità di Priola e di Noiariis, di Jamiano di Doberdò del Lago, di Bicinicco, di Muzzana, di Romans di Varmo, di Moggio, di Cavazzo, di Fielis e di Formeaso, di Timau, di Gracco, di Valle e Rivalpo, di Pulfero, di Aviano, Budoia e Tramonti di Sopra e di Sotto e alle popolazioni di Gemona e Ospedaletto…
Invitato ad intervenire dinanzi al vicepresidente della Corte costituzionale, Aldo Carosi, ed al suo presidente emerito, Paolo Grossi, nonché di fronte a una schiera di qualificati studiosi e amministratori di Proprietà collettive di ogni angolo d’Italia sulla «nuova dimensione legislativa» dei Domini collettivi e sulle «prospettive» che per loro si aprono dopo l’approvazione della Legge statale n. 168 del 2017, Pagliari, che è professore di Diritto amministrativo dell’Università di Parma e che, in Senato, è stato il proponente delle “Norme in materia di domini collettivi” (approvate all’unanimità dal Parlamento, due anni orsono), ha chiarito che i «Domini collettivi sono proprietà delle Comunità». Ed ha sottolineato che la «pretesa degli Enti locali di considerare i Domini collettivi come proprietà disponibile se non come patrimonio comunale è una pretesa che trova nella Legge un insormontabile ostacolo».
«Anche quando è l’Amministrazione comunale che gestisce i Beni – ha precisato Giorgio Pagliari –, la proprietà va considerata come una proprietà con le caratteristiche previste dalla Legge, che il Comune deve gestire nel rispetto delle regole e non come una Bene appartenente al patrimonio comunale».
Ma se queste sono la “ratio” e il fine delle “Norme in materia di domini collettivi”, le quali hanno sconvolto l’impianto delle regole previste fino al 2017, sconfessando la filosofia liquidatoria durata dagli anni della dittatura fascista al giorno d’oggi, diventa necessario che le Comunità maturino una coscienza nuova e che si assumano fino in fondo le proprie responsabilità.
A questo proposito, Giorgio Pagliari si è espresso con parole forti: «Guardate che la Legge 168/2017 dice anche qualcosa di più», ha affermato, rivolgendosi al Popolo dei Beni collettivi. «Dice ai componenti delle Proprietà collettive: Siete ancora voi i proprietari di quei Beni. Alzate la testa. Rivendicate la proprietà. Costituite l’Ente esponenziale. Costituite la persona giuridica e recuperate la disponibilità e la proprietà dei Beni».
Sotto questo aspetto, ha proseguito il relatore della “Riunione scientifica” di Trento, è fuor di dubbio che «la Legge dia ai Proprietari collettivi lo strumento per tutelare la propria proprietà. Ma li carica anche di una forte responsabilità, perché adesso c’è lo strumento per smettere di lamentarsi dell’abuso degli Enti territoriali e per recuperare la piena disponibilità dei Beni collettivi e per gestire i Beni stessi. Questo – ha concluso Giorgio Pagliari – non dev’esser fatto facendo le crociate, ma dev’esser fatto con la determinazione giusta».

Mario Zilli