Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Otubar dal 2018
 

Il presidente della “Congrua familiare” di Ciconicco, Flavio Sialino
Identità friulana e Domini collettivi
UN RAPPORTO INDISSOLUBILE
I prati di Ciconicco protagonisti alla IV edizione della “Settimana della cultura friulana”

[L. N.]
A ulteriore riprova di quanto indissolubile sia il rapporto fra identità friulana e Domini collettivi, è giunto anche il poderoso volume con gli atti della quarta edizione della “Settimana della cultura friulana”, organizzata dalla “Società filologica friulana” in sintonia con decine e decine di istituzioni e associazioni sparse in ogni angolo della “Patria del Friuli”.
Fra gli appuntamenti culturali promossi nella primavera del 2017, uno spazio significativo è stato riservato all’inaugurazione del Biotopo di Ciconicco di Fagagna.
In quell’occasione sono intervenuti il presidente della “Congrua familiare”, Flavio Sialino, in rappresentanza della Comunità titolare dei Beni collettivi divenuti area naturalistica protetta, la storica dell’Università friulana Franca Battigelli e Roberto Pizzutti, naturalista e presidente del Gruppo regionale di esplorazione floristica (“Gref”).


Gli interventi di Flavio Sialino (“Inaugurazione Biotopo, 13 maggio 2017”), di Franca Battigelli (“Il Biotopo di Ciconicco di Fagagna. Il valore storico di una Proprietà collettiva”) e di Roberto Pizzutti (“Relazione naturalistica all’inaugurazione del Biotopo naturale dei Prati della Congrua di Ciconicco di Fagagna”) compaiono nella XXXII sezione del volume “Cultura in Friuli IV / 4-14 maggio 2017”, a cura di Cristina Di Gleria e di Marta Varutti.
«Quest’area è stata parzialmente preservata dalle modificazioni del tempo – ha opportunamente dichiarato, il giorno della solenne inaugurazione del Biotopo, il presidente Sialino – perché contava sulla presenza di una particolare forma di proprietà collettiva, rappresentata dalla Congrua familiare che, grazie ad una forte tradizione e memoria culturale, ha avviato l’iter per la costituzione del biotopo, al fine di valorizzare e promuovere la cultura della biodiversità e della conservazione naturalistica di una delle poche zone così estese della nostra Regione, destinata a coltivazione del prato stabile».
Con l’istituzione del Biotopo (esteso su una superficie di oltre 41 ettari), «si sono create le condizioni per una diversa fruibilità del sito senza snaturare la sua originaria vocazione», ha sottolineato Flavio Sialino, scongiurando «un inevitabile degrado per abbandono vista l’evoluzione dell’agricoltura, in questa zona, negli ultimi vent’anni».
Indispensabile per raggiungere tali traguardi e ottenere l’indispensabile decreto del presidente della Regione (n. 4 del 27 gennaio 2016) è stata «innanzitutto la determinazione della gente di Ciconicco», che ha fatto leva sulle sue tradizioni e istituzioni civiche: la Vicinia e la Congrua.
«La Vicinia – ricorda Sialino ai lettori del volume “Cultura in Friuli” –, da secoli, è l’annuale assemblea dei Capi Famiglia del paese (convocati dagli amministratori della Congrua Familiare) secondo consuetudini antiche e rispondenti a un legame che emerge anche nello statuto… dove, accanto alle finalità palesemente indicate a sancirne esistenza, autonomia, configurazione e stato, si rintraccia l’intento, da parte dei membri, di preservare una propria identità che non è solo di appartenenza territoriale ma, soprattutto, comunanza di valori».
Di questo sito – ha dichiarato nel proprio intervento la professoressa Franca Battigelli – va anche «riconosciuto e apprezzato il valore culturale, l’essere testimone silenzioso, documento materiale della storia di questo territorio e in particolare della plurisecolare presenza di terreni pascolivi posseduti e utilizzati in modalità collettiva».
I Prati di Ciconicco, come tutte le altre proprietà collettive, ha ricordato la storica dell’Ateneo friulano, sono «un bene patrimoniale unico per la Comunità di Ciconicco, che ne gode la proprietà secondo l’antica e originale modalità giuridica. Alla Congrua Familiare l’impegno di occuparsene per tutelarlo, ma anche permetterne l’accesso e il godimento pubblico, magari per attività di didattica; sempre, però, attraverso modalità di fruizione che siano sostenibili e rispettose dello straordinario valore ecologico, paesaggistico e storico-territoriale di tale sito».
«È molto consolante constatare – ha affermato il 13 maggio 2017, Roberto Pizzutti del “Gref” – che la volontà della Congrua, espressa da tutti i componenti del direttivo, è quella di garantire la buona conduzione dei terreni del biotopo e anche di migliorare dove in passato sono stati fatti errori. Questo fa ben sperare che tutte le superfici a prato, e magari anche qualche seminativo, potranno in futuro ospitare le spettacolari orchidee e le specie endemiche».