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"La Vicìnia"
Avost dal 2018
 

Gian Gastone Bolla (foto tratta dal sito: https://honoris.unizar.es/hc/giangastone-bolla)
È uscito il numero 1.2018 dell’“Archivio Scialoja-Bolla”
SAGGI, RICERCHE E MATERIALI SUI DOMINI COLLETTIVI
Studi interdisciplinari tra Diritto, Economia, Sociologia e Tecnologia

[M. Z.]
Il Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive di Trento segnala la pubblicazione del nuovo numero del periodico “Archivio Scialoja-Bolla” (1.2018)
La rivista scientifica è suddivisa in tre sezioni: Saggi, Ricerche e Materali.


Alla prima sezione del numero 1.2018 del periodico “Archivio Scialoja-Bolla” hanno contribuito Sebastiano Fadda (“Assetti fondiari collettivi: prospettive di governance per lo sviluppo sostenibile del territorio”); Paola Gatto, Wiebke Hampel e Giulia Sbrizza (“Le proprietà forestali collettive nella Regione Veneto: modelli di resilienza o ‘relitti del passato’?”); Pietro Nervi (“Difendere e conservare al meglio la terra (tra devastatori, parassiti, commensali, simbionti)”); Sandro Notari (“Il consulente tecnico d’ufficio e la ricerca storico-giuridica nel procedimento dinanzi al commissario per gli usi civici”); e Christian Zendri (“Proprietà collettive e patrimonio nella tradizione giuridica occidentale moderna: appunti per una riflessione”).
Le Ricerche affrontano 6 questioni: “Paesaggio agrario e di comunanza, specchio dell’organizzazione sociale. Città e territorio. Proprietà collettiva e proprietà privata” (a cura di Paolo Camerieri); “Proprietà collettiva e storia genetica di popolazioni umane. Il caso delle Partecipanze emiliane” (Alessio Boattini, Stefania Sarno, Donata Luiselli e Davide Pettener); “Le proprietà collettive delle valli di Fiemme e di Fassa fra tradizione e sviluppo” (Andrea Rosà); “Comunità e territorio: la difesa civica dei diritti agrari collettivi nello stato pontificio (sec. XIX)” (Simone Rosati); “Common land use conflicts: aspetti comparatistici della gestione dei conflitti negli assetti fondiari collettivi” (Fiore Fontanarosa); e “Proprietà e uso comunitario della terra: lineamenti e attualità del pensiero di Achille Loria” (Francesco Musotti).
Fra i Materiali, figura il contributo di Chiara Ansaloni “Progetto per un “Ecomuseo delle Partecipanze agrarie emiliane”.
L’“Archivio Scialoja-Bolla”, nel sito del Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive di Trento (www.usicivici.unitn.it/scialoja-bolla/presentazione.html), è presentato da Giovanni Galloni, che ricostruisce il legame fra l’attuale iniziativa animata da Pietro Nervi e “Archivio Scialoja”, ideato e diretto dal giurista fiorentino Gian Gastone Bolla (1882-1971).
«Alla fine del XX secolo sono entrate in crisi le ideologie su cui si erano fondati due dogmi fondamentali intorno alla dottrina giuridica tra il XVIII e XIX secolo e che avevano costruito il sistema delle codificazioni nell’Europa continentale: il primo era il dogma della identificazione del diritto con lo Stato nazionale, il secondo era il dogma della proprietà come diritto assoluto privato o pubblico. Dal primo dogma – ha scritto l’ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura – derivavano la svalutazione della consuetudine come fonte del diritto e la subordinazione al diritto dello Stato; dal secondo dogma derivava il numero chiuso dei diritti reali e la emarginazione della proprietà collettiva, non più riconosciuta come “tertium genus” tra le due forme riconosciute, privata e pubblica, di proprietà, ambedue “individuali”, sia la proprietà privata (di cui sono titolari il singolo, la comunione pro-indiviso e le società) sia la proprietà pubblica (appartenenti alla Stato o ad altro ente pubblico). L’iniziativa di Pietro Nervi per la ripresa dell’“Archivio Scialoja e Bolla”, attraverso una nuova Rivista di studio della proprietà collettiva, coglie il momento di questo passaggio storico. L’Archivio “Vittorio Scialoja” per le consuetudini giuridiche agrarie e le tradizioni popolari italiane nacque nel 1934, a Firenze, come pubblicazione semestrale sotto la pressione del Bolla che già dieci anni prima, in un intervento presso l’Accademia dei Georgofili, proponeva la raccolta nazionale delle consuetudini agrarie, richiamandosi a Cujacio (Ad lg, 6 Dig. 1-3): “Quid consuetudo? Lex non scripta. Quid lex? Consuetudo scripta”».