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La chiesa dell’Immacolata Concezione di Maria di Bressa (dal sito: www.comune.campoformido.ud.it/index.php?id=33597&L=0)

Novembre 2012, attività di monitoraggio effettuate dal Gruppo comunale di Campoformido. Immagine tratta dal sito: www.protezionecivile.fvg.it/
L’Amministrazione dei Beni ha propone le sue “Osservazioni”
BRESSA: UNA MINACCIA PER I DOMINI COLLETTIVI
A proposito dell’“Intervento urgente di protezione civile per la realizzazione di opere di laminazione delle piene del torrente Lavia”

Nelle Comunità di Campoformido, Martignacco e Pasian di Prato, continua a tener banco la questione dei rimedi previsti per prevenire eventuali piene del torrente Lavia.
Anche l’Amministrazione dei Beni di Bressa è intervenuta con proprie Osservazioni sull’“Intervento urgente di protezione civile per la realizzazione di opere di laminazione delle piene del torrente Lavia”, messo a punto dal Consorzio Bonifica Pianura friulana su incarico della Protezione civile regionale.
Il documento, che riproduciamo integralmente e che ipotizza un impatto negativo e incompatibile sulla Proprietà collettiva della Frazione di Campoformido, oltre che al Consorzio di bonifica, è stato inviato all’Amministrazione comunale.
Per conoscenza, inoltre, è stato recapitato a Soprintendenza regionale, Commissario regionale agli Usi civici, Regione (presidente de Servizio Libro fondiario e Usi civici), al Prefetto e alla Procura di Udine e, infine, al Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.


Segnalazioni e consigli richiesti da rappresentanti Comune di Campoformido e Consorzio di Bonifica Pianura friulana

A seguito di incontro con la popolazione del 16 gennaio c. a. sono stati richiesti, dai referenti istituzionali presenti, pareri e suggerimenti ai cittadini.
In rappresentanza degli Abitanti di Bressa, siamo ad esporre l’opinione emersa dalla consultazione dei presenti all’incontro, dei proprietari dei fondi e di altri cittadini riguardante il vostro progetto.
Risulta che sarebbe opportuno mettere in sicurezza il torrente Lavia iniziando dalla fonte per poi proseguire lungo l’asta del suo percorso, valutando di volta in volta l’utilità e l’opportunità di spesa per eventuali altri lavori.
Si rammenta, inoltre, che dopo la manutenzione delle vasche di laminazione non si è più avuta alcuna esondazione, nemmeno dopo piogge importanti e persistenti. Ribadiamo quindi l’importanza di manutenzione ordinaria, programmata e costante che comunque non potrà essere elusa nemmeno dopo l’intervento proposto.

Si precisa, che l’Amministrazione Frazionale, ente pubblico esponenziale della Comunità di Bressa, finora non è stata ancora formalmente interpellata in merito all’intervento, come previsto invece dall’art. 3 comma 4 della Legge statale 97/1994 e dalla Carta europea dell’autonomia locale.

Il Progetto “Intervento urgente (dopo due anni pare assai poco urgente) di protezione civile per la realizzazione di opere di laminazione delle piene del torrente Lavia”, pur citando varie aree vincolate, inspiegabilmente non tiene conto che, in quanto Domini collettivi e dunque «strutture eco-paesistiche del paesaggio agro-silvo-pastorale nazionale» formalmente riconosciuti (cfr. Bando commissariale Prot. 476 – 15.06.1929), sui Beni di Bressa (siti in Comune di Campoformido) è imposto il vincolo paesaggistico previsto «sulle zone gravate da usi civici di cui all’articolo 142, comma 1, lettera h), del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42».

Considerato, conseguentemente, che «l’ordinamento giuridico garantisce l’interesse della collettività generale alla conservazione degli usi civici per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio» (cfr. Legge statale 20 novembre 2017, n. 168 “Norme in materia di domini collettivi”, art. 3 comma 6), si chiede che ogni intervento previsto e programmato sia sottoposto all’esame preventivo e alle formali, eventuali autorizzazioni della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia, del Commissario agli usi civici e della Giunta regionale (previa ricognizione degli Uffici competenti).

Si osserva, inoltre, che la previsione di utilizzo di parte dei Beni collettivi per la dispersione delle acque di eventuali piene del torrente Lavia risulta incompatibile con la «perpetua destinazione agro-silvo-pastorale» di tali campagne e con l’imprescrittibilità degli usi civici goduti dagli utenti della Comunità di Bressa.
Tale incompatibilità risulta tanto più netta in quanto non viene fornita alcuna assicurazione sulla assoluta qualità fisico-chimica (ed eventualmente sulla depurazione) delle acque di cui è prevista la dispersione nelle campagne collettive, la cui naturale destinazione è finalizzata al nutrimento della Comunità. Lo “Studio di fattibilità ambientale” non prevede nemmeno «interventi di ripristino e riqualificazione ambientale».

Per quanto riguarda, eventuali procedimenti espropriativi si osserva che il regime giuridico dei Domini collettivi ribadito dalla Legge statale 20 novembre 2017, n. 168 “Norme in materia di domini collettivi” «resta quello dell’inalienabilità, dell’indivisibilità, dell’inusucapibilità» (art. 3 comma 3) e che comunque l’espropriazione di beni soggetti ad uso civico non può non tener conto del particolare regime della sua titolarità e della sua circolazione, che lo assimilano ad un bene appartenente al demanio, come risulta da varie sentenze della Corte di Cassazione.

Il Presidente Amministrazione Beni Abitanti di Bressa
Manuela Bertoni