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"La Vicìnia"
Zenâr dal 2018
 
Il numero 24 di “Clavajas il nesti pais”, il periodico dell’Associazione culturale “Clavajas”, stampato nel dicembre 2017 con l’articolo di Carlo De Caneva sulla «“battaglia” che Clavais e Liariis stanno combattendo per vedersi riconosciuti i propri Domini Collettivi». La collezione completa del periodico è disponibile all’indirizzo: www.scribd.com/user/200752533/Associazione-Culturale-Clavajas/uploads

Il Bant, uno dei boschi facenti parte dei Domini collettivi di Clavais
La battaglia delle due Comunità carniche per la gestione dei rispettivi Domini collettivi
LIARIIS E CLAVAIS NON MOLLANO
Il periodico “Clavajas il nesti pais” presenta un nuovo articolo su Vicinie e Proprietà collettive

[Carlo De Caneva]
Ecco un resoconto, a cura di Carlo De Caneva, sugli ultimi sviluppi della “battaglia” che Clavais e Liariis stanno combattendo per vedersi riconosciuti i propri Domini collettivi.

Vicinie e Usi Civici
una storia lunga e controversa

Carlo Cattaneo, il patriota italiano dell’Ottocento, si esprimeva così, riferendosi agli Usi civici: «questi non sono abusi, non sono privilegi, non sono usurpazioni: è un altro modo di possedere, un’altra legislazione, un altro ordine sociale, che, inosservato, discese da remotissimi secoli sino a noi». Gli Usi civici sono, in maniera molto schematica, tutti quei Diritti che si sono consolidati nel corso del tempo a favore dei cittadini appartenenti ad una stessa Comunità, per mezzo dei quali essi traevano da Terre possedute collettivamente le risorse necessarie alla propria sopravvivenza.
Le diverse utilità venivano godute attraverso regole che stabilivano la facoltà di prelevare in maniera equa per tutti ed in modo tale da garantire la continuità e la riproducibilità del bene utilizzato, acquisendo così un forte ruolo comunitario e partecipativo.
Si tratta dunque di un’idea di gestione partecipata da parte di tutti coloro che usufruiscono del Bene, che si pone l’esigenza di trasmetterlo anche alle future generazioni, attivando una capacità di salvaguardia e di estendibilità del Bene stesso. In definitiva, un diverso concetto di proprietà legato principalmente alle Ville (agglomerati di più case o famiglie). Peculiarità dei Beni collettivi, quindi, è la salvaguardia del bene stesso, da cui derivano i principi di indivisibilità, inalienabilità e imprescrittibilità.
L’epoca attuale, basata su commercio e libero scambio delle merci, trova perciò dei vincoli, che in qualche modo ha cercato di aggirare. Una delle leggi che più si prefiggevano questo scopo è stata la legge numero 1766 del 16 giugno 1927 (detta anche “Legge per la liquidazione degli usi civici”), gestita da un Commissario, attualmente ancora in carica. Mediante tale legge però – visto che «Non tutto il male vien per nuocere»… – il Commissario fece un rilevamento molto puntiglioso che fotografò la situazione del secolo scorso ed emanò, per i Comuni censiti, un Bando di accertamento di tutti i Domini collettivi esistenti.
I Comuni pubblicarono il Bando (a Ovaro nel 1942, in piena guerra mondiale), ma le liquidazioni previste, in gran parte, sono rimaste fortunatamente lettera morta. In tempi più recenti, diverse Ville (quelle che con le riforme napoleoniche e austriache erano diventate Frazioni) hanno fatto richiesta di riconoscimento e autogestione dei propri Beni collettivi.
I paesi di Liariis e Clavais, in forza proprio dell’accertamento del 1942, sono due di questi. Già nel gennaio 2016 (per Liariis) e nel febbraio 2017 (per Clavais) è stato richiesto ufficialmente al Sindaco di Ovaro e al Commissario di Trieste di indire le elezioni del Comitato frazionale per l’amministrazione separata dei Beni collettivi delle Comunità. Da allora, sono seguiti vari contatti e solleciti, ma ancora senza esito.
Nell’ultimo incontro ufficiale, richiesto il 3 agosto 2017 e svoltosi in municipio, presenti Sindaca, Vicesindaco e Assessore al bilancio, ci è stato confermato che, dopo 18 mesi, siamo ancora in una fase di stallo. Per l’occasione siamo stati assistiti da Luca Nazzi, presidente del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva in Friuli-V. G., e dal segretario Delio Strazzaboschi.
Sono intervenuti anche i rappresentanti di Clavais (che si trova nella stessa situazione di Liariis) e Ovasta (che, pur avendo il proprio Comitato, continua a lamentare problemi burocratici di riconoscimento dei propri Beni).
Il Coordinamento regionale ha lo scopo di assistere i Comitati frazionali spontanei in questi iter amministrativi e legali. Opera su tutto il territorio della regione anche come consulente amministrativo; ha sede operativa a Tolmezzo e attualmente segue diverse controversie simili alla nostra, ad esempio a Collina, Forni di Sotto, Tomba di Mereto, Nogaredo di Corno, Aviano…
Mentre la nostra Regione a statuto speciale propone delle Leggi sugli Usi civici che regolarmente vengono affossate da veti incrociati, perdendo tempo e credibilità, il Parlamento, in tempi relativamente brevi, ha discusso e approvato, a larghissima maggioranza, una nuovissima legge intitolata “Norme in materia di Domini collettivi”. Il 13 dicembre 2017, festa di Santa Lucia, entrerà ufficialmente in vigore con il numero 168 (a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il 28 novembre 2017).
A 90 anni dalla precedente normativa statale (1927), in cui si istituiva un «Commissario per la liquidazione degli Usi civici», ora finalmente il Legislatore ha riconosciuto ai Domini collettivi piena dignità storica e costituzionale e li ha riconosciuti come forma amministrativa preesistente allo stato italiano.
Alla luce di ciò il passo successivo per le comunità di Clavais e Liariis è stato quello di scrivere alla presidente della Regione Debora Serracchiani (11 novembre 2017), riconfermando l’intenzione di costituire i rispettivi comitati per i beni frazionali e auspicando una rapida attuazione della nuova legge statale.
Ci auguriamo tutti che nuova energia prenderà forma nelle nostre Comunità, affinché siano finalmente utilizzate le risorse locali, le varie agevolazioni e opportunità fiscali (riconosciute anche dall’Unione europea) per una corretta gestione di questi importanti Domini collettivi sparsi sul territorio, a salvaguardia dei paesi e contro lo spopolamento dell’ambiente e contro il degrado e l’abbandono del territorio. Anche la vita culturale delle nostre Comunità ne trarrà sicuramente vantaggio, con la possibilità di sostenere esperienze come quella di “Villa Ines” e del suo ruolo di centro culturale e di aggregazione sociale.
Già 150 anni fa la scolarizzazione era finanziata con i fondi ricavati dalla gestione dei Boschi frazionali. Mia nonna, classe 1894, aveva frequentato fino alla Classe Terza elementare (come in uso all’epoca) e sapeva leggere, scrivere e far di conto perché la Comunità si preoccupava dei “siei fruts”. Proprio quest’anno, siamo riusciti a organizzare un convegno intitolato “Usi Civici un’opportunità di crescita e occupazione”, all’Iti Solari di Tolmezzo, con i ragazzi delle Classi Quinte. Ha relazionato Nadia Carestiato dell’Università di Venezia e devo dire che sono emersi un interesse e una curiosità inattesi anche da parte delle nuove generazioni. Ciò fa ben sperare per il futuro della Carnia.
In conclusione, la legge statale è approvata, ma per essere pienamente operativa avrà bisogno in Friuli-V. G. di una legge attuativa.
L’amministrazione centrale si è dimostrata intelligente e unita, confidiamo che la classe politica regionale e locale ne segua rapidamente l’esempio.