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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2017
 
Il presidente del Comitato frazionale di Givigliana, Adriano Faleschini, con Caterina Tamussin e Delio Strazzaboschi (da sinistra)

L’insegna dell’Ostario Pura Follia di Givigliana e Tors
A Givigliana, in Carnia, inaugurato uno straordinario ristorante
LA CONCRETEZZA DELLA FOLLIA
Il Comitato frazionale ha completato il recupero della vecchia Latteria

[Mario Zilli]
Sabato 2 dicembre, è stata inaugurata a Givigliana di Rigolato l’“Hostario Pura Follia”.
Occuperà il piano terra della vecchia Latteria, divenuta sede della Proprietà collettiva della Comunità, che l’ha completamente rinnovata con interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione. Oltre al bar-ristorante, con 24 coperti, sono stati resi disponibili un ufficio con archivio e una piccola sala multimediale, al primo piano.
Alla festa d’inaugurazione, la sindaca Emanuela Gortan Cappellari, portando i saluti del Comune, ha avuto parole di encomio per l’Amministrazione civica e per il suo Comitato ed ha invitato tutti i presenti – un centinaio di persone giunte da ogni parte della Carnia e del Friuli – a voler ricordare questa giornata speciale, con la neve e con il sole, nella quale si è aperta una nuova attività commerciale, in assoluta controtendenza rispetto all’andamento generale del mondo.
Sandro Cargnelutti, presidente regionale di “Legambiente”, ha consegnato al presidente del Comitato la “Bandiera verde” della Carovana delle Alpi, a suo tempo assegnata proprio come riconoscimento per le attività portate avanti negli anni con successo, a beneficio dei residenti attuali e passati e degli ospiti e nel rispetto della sostenibilità ambientale.
Infine, il presidente della Proprietà collettiva di Givigliana e Tors, Adriano Faleschini, ha manifestato la propria gioia, non solo per la conclusione dei lavori di recupero dell’immobile, finanziati con i proventi dell’attività boschiva, ma anche per esser riusciti a trovare un gestore locale, professionale e motivato, come Caterina Tamussin di Collina, che sotto coriacea scorza appariva peraltro emozionata.
“Pura Follia” sarà aperta tutto l’inverno, ogni sabato e domenica, e su prenotazione, telefonando ai numeri 320 3842728 e 329 4760342. Altre informazioni sono disponibili sul sito dell’Amministrazione collettiva, all’indirizzo: http://givigliana.org/


Durante i festeggiamenti del 2 dicembre, abbiamo intervistato Delio Strazzaboschi, segretario dell’Amministrazione frazionale come pure del Coordinamento regionale delle Proprietà collettive.

Verrebbe da dire che, se a Givigliana apre un ristorante, allora davvero niente è impossibile…
«Evidentemente ancora si può, se si riesce a fare qualcosa anche in un villaggio di 10 persone, a mille 200 metri sul livello del mare e proprio mediante il soggetto patrimoniale che è l’espressione della Comunità degli abitanti. In Carnia, come noto, i Domini collettivi sono molti, ma tante sono le situazioni che si trascinano apparentemente senza sbocchi, a causa dell’inerzia della Regione e talvolta dell’aperta ostilità del Commissario agli Usi civici. Registriamo, purtroppo, Patrimoni collettivi non affidati alla gestione delle Comunità, ma trattenuti strumentalmente presso i Comuni che quasi mai, peraltro, gestiscono i Beni collettivi con amministrazione separata. E, soprattutto, assistiamo a palesi violazioni del diritto di eleggere i Comitati di amministrazione dei Beni, nonostante il loro formale accertamento patrimoniale».

Ma qualcosa è cambiato?
«Da anni resistiamo alla illegittima protervia del potere, che disattende le norme e perfino la Costituzione; agli sguardi di sufficienza e malcelato fastidio di politici e funzionari che, culturalmente colpevoli, non riescono ad ammettere qualcosa di diverso dalla proprietà privata o pubblica. Ma siamo ancora qui. Confortati, anzi, dalle tante Comunità degli abitanti che in regione che si stanno mobilitando onde riappropriarsi dei propri Patrimoni collettivi (6 solo in Carnia, in questo momento: Clavais, Collina e Liariis con Baselia, Tredolo e Vico)».

E poi, dopo 90 anni, ora c’è la nuova legge statale che riconosce pienamente i Domini collettivi.
«Sì, finalmente. La Repubblica li tutela e valorizza perché patrimonio nazionale e ambientale; salvaguardia naturale e culturale del paesaggio; e fonte di risorse rinnovabili. Ad essi è riconosciuta la capacità di gestione dei patrimoni, ma anche quella di autonormarsi. E soprattutto, spazzando via errori di linguaggio che nascondevano errori di pensiero, sancisce esplicitamente la proprietà in capo alla Collettività degli abitanti. Entro un anno anche la nostra Regione dovrà emettere la relativa norma attuativa; se non lo facesse, saranno i Comitati di gestione a scrivere i propri regolamenti, che saranno poi resi esecutivi dalla Giunta regionale».

In conclusione, quali le prospettive?
«Coglieremo l’occasione. Come Coordinamento sapremo rispondere alle nuove aspettative delle nostre Comunità. In regione, i Domini collettivi sono formalmente riconosciuti in 55 Comuni (in Carnia: Cavazzo, Comegliàns, Forni Avoltri, Forni di Sopra e di Sotto, Ovaro, Paluzza, Ravascletto, Rigolato, Sauris, Sutrio e Tolmezzo) e ancora non del tutto definiti in altri 93: 148 Comuni in totale (13 in Carnia), una cosa enorme. Noi ci impegniamo a incontrare tutte le Comunità, a dare informazioni e assistenza per l’intestazione dei Beni, per l’elezione dei Comitati di amministrazione, ma anche per aiutarle nell’impostazione della gestione patrimoniale ed economica, compresi gli aspetti civilistici, contabili e fiscali».

Allora, tanti auguri ai vecchi e nuovi domini collettivi...
«Grazie, a nome di tutti noi e delle future generazioni, che non potranno vivere su questa terra se non sarà assicurata una gestione patrimoniale di tipo usufruttuario di questi inestimabili Beni comuni di pubblico e generale interesse, in un’ottica di equità intergenerazionale e di rinnovabilità delle risorse».