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"La Vicìnia"
Setembar dal 2017
 
Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo con Papa Francesco a Gerusalemme, nel 2014 (foto tratta dal sito https://it.wikipedia.org/wiki/Bartolomeo_di_Costantinopoli)

Il manifesto della Giornata, curato dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva
La crisi ecologica richiede una risposta concertata e collettiva
CURA DEL CREATO: SOLIDARIETà E SERVIZIO
Appuntamento mondiale il 1° settembre, promosso da Papa Francesco e dal Patriarca ecumenico Bartolomeo

«Non rispettiamo più la natura come un dono condiviso; la consideriamo invece un possesso privato»... Uniti «dalla medesima preoccupazione per il creato di Dio e riconoscendo che la terra è un bene in comune, invitiamo caldamente tutte le persone di buona volontà a dedicare, il 1° settembre, un tempo di preghiera per l’ambiente»… «Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato, senza dare priorità alla solidarietà e al servizio»: sono molti i temi cari al Popolo dei Beni collettivi che risuonano nell’inedito messaggio inviato congiuntamente da Papa Francesco e dal Patriarca ecumenico Bartolomeo, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, in programma venerdì 1° settembre.
La Giornata mondiale è stata istituita da Papa Francesco, nel 2015, con questo obiettivo: «In comunione di preghiera con i nostri fratelli ortodossi e con tutte le persone di buona volontà, vogliamo offrire il nostro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo».
Tale occasione di riflessione e preghiera, ideata dalle Chiese ortodosse ed introdotta 12 anni orsono nella Chiesa italiana come “Giornata nazionale”, viene celebrata da 7 anni anche in Carnia, grazie all’Arciconfraternita dello Spirito Santo “Pieres Vives” e dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.
Quest’anno, è in programma a Tolmezzo un incontro pubblico, al Cinema David (www.cinemadavidtolmezzo.it/home), con la proiezione del film “L’uomo che piantava gli alberi” e un dibattito animato dall’arciprete di Ampezzo, Pietro Piller, con inizio alle ore 20.30.


Messaggio congiunto di Papa Francesco
e del Patriarca ecumenico Bartolomeo
per la Giornata mondiale di preghiera per il Creato

Il racconto della creazione ci offre una veduta panoramica sul mondo. La Scrittura rivela che “in principio” Dio designò l’umanità a collaborare nella custodia e nella protezione dell’ambiente naturale. All’inizio, come leggiamo in Genesi (2,5), «nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo». La terra ci venne affidata come dono sublime e come eredità della quale tutti condividiamo la responsabilità finché, “alla fine”, tutte le cose in cielo e in terra saranno ricapitolate in Cristo (cfr Ef 1,10). La dignità e la prosperità umane sono profondamente connesse alla cura nei riguardi dell’intera creazione.
Tuttavia, “nel frattempo”, la storia del mondo presenta una situazione molto diversa. Ci rivela uno scenario moralmente decadente, dove i nostri atteggiamenti e comportamenti nei confronti del creato offuscano la vocazione ad essere collaboratori di Dio. La nostra tendenza a spezzare i delicati ed equilibrati ecosistemi del mondo, l’insaziabile desiderio di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta, l’avidità nel trarre dal mercato profitti illimitati: tutto questo ci ha alienato dal disegno originale della creazione. Non rispettiamo più la natura come un dono condiviso; la consideriamo invece un possesso privato. Non ci rapportiamo più con la natura per sostenerla; spadroneggiamo piuttosto su di essa per alimentare le nostre strutture.
Le conseguenze di questa visione del mondo alternativa sono tragiche e durevoli. L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme, e tale deterioramento del pianeta grava sulle persone più vulnerabili. L’impatto dei cambiamenti climatici si ripercuote, innanzitutto, su quanti vivono poveramente in ogni angolo del globo. Il nostro dovere a usare responsabilmente dei beni della terra implica il riconoscimento e il rispetto di ogni persona e di tutte le creature viventi. La chiamata e la sfida urgenti a prenderci cura del creato costituiscono un invito per tutta l’umanità ad adoperarsi per uno sviluppo sostenibile e integrale.
Pertanto, uniti dalla medesima preoccupazione per il creato di Dio e riconoscendo che la terra è un bene in comune, invitiamo caldamente tutte le persone di buona volontà a dedicare, il 1° settembre, un tempo di preghiera per l’ambiente. In questa occasione, desideriamo offrire un rendimento di grazie al benevolo Creatore per il magnifico dono del creato e impegnarci a custodirlo e preservarlo per il bene delle generazioni future. Alla fine, sappiamo che ci affatichiamo invano se il Signore non è al nostro fianco (cfr Sal 126/127), se la preghiera non è al centro delle nostre riflessioni e celebrazioni. Infatti, un obiettivo della nostra preghiera è cambiare il modo in cui percepiamo il mondo allo scopo di cambiare il modo in cui ci relazioniamo col mondo. Il fine di quanto ci proponiamo è di essere audaci nell’abbracciare nei nostri stili di vita una semplicità e una solidarietà maggiori.
Noi rivolgiamo, a quanti occupano una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale, un urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito. Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato, senza dare priorità alla solidarietà e al servizio.

dal Vaticano e dal Fanar, 1° settembre 2017

Papa Francesco e il Patriarca Ecumenico Bartolomeo