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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2017
 

A proposito dei Beni collettivi di Priola e Noiariis, in Comune di Sutrio
PUNITO CHI CERCA DI ARRESTARE IL DECLINO
Una lettera amara di Delio Strazzaboschi sulla situazione carnica e il panorama italiano

[Delio Strazzaboschi]
Anche nell’enclave carnica chi vale non conta nulla; anzi, se nonostante tutto riesce a combinare qualcosa ci si mettono mani e piedi per distruggerla.
È colpevole persino provarci, come nel caso dei Beni civici di Priola-Nojaris.


L’occupazione dipendente è scesa sotto i 6 milioni di persone su 60 (!), mentre prosegue la desertificazione industriale e si estendono indigenza e povertà. Si tratta probabilmente della crisi più grave dal 1943, ma l’evasione fiscale, il parassitismo diffuso, il voto di scambio e il saccheggio delle risorse pubbliche continuano come e più di prima. Questo il blocco storico che chiama riformismo la svalutazione del lavoro e la salvaguardia delle rendite finanziarie, la consorteria che ha sempre comandato travalicando i più diversi governi.
Mentre la presunta Sinistra domina dall’alto ormai senza popolo, è stato drammaticamente indebolito il peso sociale e la rappresentanza politica dei subalterni e degli esclusi. E si è sempre pericolosamente in stato di eccezione: rigore e sacrifici. La crisi morale è diventata sfiducia totale verso lo Stato.
Anche perché in Italia chi cerca di arrestarne il declino o denuncia il malaffare viene punito davvero. Come gli infermieri che segnalano i medici che mal-operano parlando di calcio, i lavoratori della scuola che osano accusare gli oziosi, i colleghi che contestano i postini che gettano la posta, l’impiegato pubblico che si oppone ad un atto illegittimo o quello privato che denuncia la corruzione aziendale.
Anche nell’enclave carnica chi vale non conta nulla; anzi, se nonostante tutto riesce a combinare qualcosa ci si mettono mani e piedi per distruggerla.
È colpevole persino provarci, come nel caso dei Beni civici di Priola-Nojaris: il nuovo Comitato tentò in ogni modo fin dal 2012 di ottenere la legittima gestione dei terreni delle Comunità, si rivolse al Presidente della Repubblica e mille volte alla Regione. Niente. Anzi per quattro anni nella Locride del But si esercitò ogni possibile pressione ed interferenza (perfino dopo la scadenza del mandato!), confermando tanto l’esistenza del male quanto la gratuità della cattiveria.
Il progresso, si sa, non è automatico, anzi di solito scaturisce dalla diversa qualità delle persone, dei luoghi e delle organizzazioni. Solo così la politica serve davvero, le persone contano ed il cambiamento risulta possibile e necessario. Si confida perciò in una élite potenziale, giovane, scolarizzata e professionalmente attrezzata. Che si faccia avanti, che prenda il potere. Perché il sentimento di esclusione finirà col far esplodere la società, senza la loro rivoluzione culturale.

Pesariis, 20 gennaio 2017