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Maria G. Di Rienzo presenta la lotta delle donne Ekuri
UNA FORESTA COMUNITARIA
L’articolo, ripreso dal sito web “Comune info”, è apparso per la prima volta sul blog “lunanuvola” (https://lunanuvola.wordpress.com/)

[Maria G. Di Rienzo (https://lunanuvola.wordpress.com/)]
Grazie al blog di Maria G. Di Rienzo “lunanuvola” (https://lunanuvola.wordpress.com/) e al sito web “Comune info”, anche in Italia, è giunta l’eco della straordinaria azione delle Comunità Ekuri della Nigeria per salvaguardare la foresta che circonda il Parco nazionale di Cross River.
La gestione comunitaria del patrimonio forestale si propone come alternativa a un progetto devastante che vorrebbe trasformare i boschi in una superstrada a sei corsie di 260 chilometri.
Maria G. Di Rienzo è giornalista, formatrice e regista teatrale femminista.


La foresta che circonda il Parco Nazionale di Cross River in Nigeria è uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità dell’Africa occidentale. Per generazioni, il popolo indigeno degli Ekuri ha abitato questa foresta e l’ha preservata. Ora la foresta rischia di scomparire per sempre per fare posto a una superstrada a sei corsie di 260 chilometri. Le comunità degli Ekuri, a cominciare dalle donne, si sono ribellate e hanno cominciato una nuova autogestione della foresta, costruendo da sole alcune piccole strade, generando reddito, materiali di sussistenza e cibo senza tagliare un solo albero.
La comunità Ekuri, in Nigeria, amministra trecentotrentasei chilometri quadrati di foresta comunitaria adiacente al Parco Nazionale di Cross River. Questo assetto ha avuto inizio negli anni Ottanta, quando i villaggi Ekuri si unirono per opporsi alla proposta di disboscamento commerciale della foresta stessa.
Il progetto includeva la costruzione di una strada che avrebbe collegato i villaggi ai mercati locali: ma gli Ekuri decisero per un’amministrazione della foresta ecosostenibile e comunitaria, generando reddito, materiali di sussistenza e cibo senza tagliare un solo albero. I guadagni prodotti in questo modo finanziarono comunque la strada di cui la comunità aveva bisogno per raggiungere i mercati, resero possibile la costruzione di due scuole, di una clinica sanitaria e di un centro civico ove gli Ekuri si radunano per prendere decisioni su quella che è l’ultima foresta pluviale ancora esistente in Nigeria. Attualmente, la comunità si trova di fronte a una nuova minaccia: la costruzione di una superstrada che distruggerebbe gran parte del lavoro fatto sino ad ora.
Una delle organizzatrici chiave della resistenza, da più di vent’anni, è Caroline Olory che spiega: «Quando vennero a dirci “disboscheremo, ma vi faremo la strada, vi daremo acqua eccetera”, noi abbiamo riflettuto: se maneggiamo la foresta in modo ecosostenibile, essa diverrà la nostra economia. Abbiamo capito che se lavoriamo insieme per mantenere le nostre risorse possiamo farcela e le strade le abbiamo create da soli: se le percorrete, vedrete ponti costruiti dalle persone che abitano in quella zona e che hanno raccolto personalmente materiali naturali. Perciò è con la creatività e la generosità dei membri della comunità che amministriamo la foresta.
La cosa più importante in queste situazioni è trovare il modo di coinvolgere tutti, di modo che l’idea sia replicata anche altrove. Quando non coinvolgi tutti, entra il sospetto. Ogni persona deve sentirsi in posizione decisionale e condividere i benefici. In questo modo, è sostenibile. La chiave è l’essere insieme in modo trasparente. Controlli e bilanciamenti sono stati messi in opera da quella che oggi si chiama “Iniziativa Ekuri”.
La nuova proposta della superstrada ha portato ben centottantasette comunità a lottare contro il governo, perché non intendono farla passare nelle loro aree. Stanno dicendo: “No, non vogliamo la superstrada perché distruggere un’intera foresta non si chiama sviluppo.” Le comunità sanno ormai bene che conservare la foresta va a loro guadagno. Volete fare una nuova splendida superstrada? Non è in bilanciamento con la conservazione della foresta e non la vogliamo. Se volete fare una strada, facciamola in modo che sia amica dell’ambiente».

18 dicembre 2016
http://comune-info.net/2016/12/una-foresta-comunitaria/