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A Trieste, convegno degli avvocati amministrativisti sui Beni comuni
FRA DIRITTO CIVILE ED AMMINISTRATIVO
Intervengono Vincenzo Cerulli Irelli, Fabrizio Marinelli, Athena Lorizio e Raffaele Volante

[L. N.]
Quattro fra i più autorevoli studiosi italiani di Assetti fondiari collettivi, venerdì 28 ottobre, saranno a Trieste per intervenire al convegno “I Beni comuni: fra diritto civile ed amministrativo”, in programma nel palazzo della Regione di piazza dell’Unità d’Italia 1, dalle 15 alle 19.30.
Si tratta dei docenti universitari Vincenzo Cerulli Irelli dell’Università di Roma “La Sapienza” e Fabrizio Marinelli dell’Università de L’Aquila e degli avvocati Athena Lorizio del Foro di Roma e Raffaele Volante del Foro di Padova.


Il convegno su “I Beni comuni: fra diritto civile ed amministrativo”, che si svolgerà a Trieste venerdì 28 ottobre è stato organizzato dall’Associazione degli Avvocati amministrativisti del Friuli-V. G., in collaborazione con la Regione e le Università del Friuli (Dipartimento di Scienze giuridiche) e di Trieste. Per i partecipanti è prevista l’iscrizione on line (www.amministrativisti.fvg), in quanto l’accesso in sala sarà consentito fino al raggiungimento dei posti disponibili.
Oltre agli studiosi Vincenzo Cerulli Irelli e Athena Lorizio, che sono anche i massimi responsabili dell’Associazione per la tutela delle proprietà collettive e dei diritti d’uso civico “Aproduc”, Fabrizio Marinelli, autore del fondamentale volume “Gli usi civici” del 2013, e Raffaele Volante, abituale relatore delle “Riunione scientifiche” organizzate a Trento dal Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive, interverranno sul tema anche Dario Simeoli del Tar per la Lombardia - Milano e Corte Costituzionale, e Filippo Patroni Griffi, presidente aggiunto del Consiglio di stato, al quale saranno affidate le conclusioni.
Fra i protagonisti del convegno (XXIX edizione della serie su “Il Diritto Amministrativo che cambia”, vi saranno anche i due Commissari regionali agli Usi civici, Oliviero Drigani, che presiederà e introdurrà i lavori e che l’invito presenta con la sola qualifica di presidente della Corte d’Appello di Trieste, e Arturo Picciotto, qualificato soltanto come giudice del Tribunale di Trieste.
Fabio Padovini e Marcello M. Fracanzani, nella “Presentazione” del convegno, introducono così i lavori di venerdì: «Boschi, corsi d’acqua, valli da pesca, spazi cittadini: sono tutti beni a domanda crescente e di rinnovato interesse economico speculativo, attratti ora al novero dei beni privati, ora a quello dei beni pubblici, alla disciplina del codice civile o a quella delle leggi speciali, spesso in base alle convenienze. Il tentativo della Corte di cassazione di enucleare un tertium genus, fra pubblico e privato, ha aperto un dibattito sul regime di questi beni, su chi sia legittimato a disporne o a fruirne e secondo quali regole. Su questi profili si confronteranno accademici, magistrati ed avvocati, tra casi di scuola ed accadimenti reali, con l’intento di “fare il punto” sulla vera natura dei beni comuni».
L’appuntamento di Trieste assume particolare rilevanza anche perché si colloca all’indomani del dibattito svoltosi in Consiglio regionale, il 1° ottobre, sulla Proposta di legge in materia di “Assetti proprietari collettivi” redatta dai consiglieri Elena Bianchi e Claudio Violino (www.consiglio.regione.fvg.it/iterleggi/pagine/Dettaglio.aspx?NUM=1385&LEG=XI&TIP=Proposta%20di%20legge%20regionale&PROPP=&PRM=). In quell’occasione, con 40 voti favorevoli, il Consiglio si è impegnato a «svolgere un ulteriore e approfondito lavoro nella competente Commissione».