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Un nuovo progetto del Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive di Trento
IL PATRIMONIO IMMATERIALE DEGLI ASSETTI FONDIARI COLLETTIVI
Tutti gli enti collettivi d’Italia sono invitati a collaborare per realizzare un’«apposita lista inventariale»

Dal momento che «il patrimonio immateriale garantisce un senso di identità e continuità ed incoraggia il rispetto per la diversità culturale, la creatività umana, lo sviluppo sostenibile, oltre che il rispetto reciproco tra le comunità stesse ed i soggetti coinvolti», il Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive di Trento (www.usicivici.unitn.it - usicivici@unitn.it) ha stabilito di allargare la propria attività, avviando un progetto di documentazione degli elementi e delle espressioni che «costituiscono il patrimonio culturale immateriale degli assetti fondiari collettivi».
Responsabile scientifico sarà il presidente del Centro studi, Pietro Nervi.
Per sviluppare il nuovo progetto, il benemerito Centro, operante in seno all’Università di Trento, chiede la collaborazione di tutti gli enti collettivi d’Italia.
Di seguito si riproduce la presentazione dell’iniziativa, disponibile nell’allegato www.usicivici.unitn.it/download/newsletter/20160503_1318Patrimonio.immateriale.pdf, diffuso dalla “Newsletter” del Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive.
Per maggiori informazioni si può consultare l’indirizzo web: www.usicivici.unitn.it/progetti/r15.html.


Accanto ai principali settori di documentazione già in atto, il Centro studi intende avviare un nuovo progetto al fine di raccogliere in una apposita lista inventariale gli elementi e le espressioni che costituiscono il patrimonio culturale immateriale degli assetti fondiari collettivi.
Secondo la definizione data dal Ministero dell’Ambiente, per «patrimonio culturale immateriale» s’intendono pratiche, rappresentazioni, espressioni, sapere e capacità, come pure gli strumenti, artefatti, oggetti e spazi culturali associati, che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi anche i singoli individui, riconoscono come parte integrante del loro patrimonio culturale.
Ciò che si intende rilevare non? la singola manifestazione culturale in sé, ma il sapere e la conoscenza che vengono trasmessi di generazione in generazione e ricreati dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, all’interazione con la natura e alla loro storia.
Il patrimonio immateriale garantisce un senso di identità e continuità ed incoraggia il rispetto per la diversità culturale, la creatività umana, lo sviluppo sostenibile, oltre che il rispetto reciproco tra le comunità stesse ed i soggetti coinvolti.
Il patrimonio culturale immateriale degli assetti fondiari collettivi designa, pertanto, quei beni tradizionali, viventi e tramandati di generazione in generazione, che conferiscono a una comunità un senso d’identità e di continuità. Il patrimonio culturale immateriale è? estremamente variegato e a differenza del patrimonio culturale materiale è? in continua evoluzione. Tale patrimonio è descritto come «le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità tecniche e la conoscenza pratica, l’insieme delle conoscenze tecnologiche, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale».
Le finalità del progetto sono molteplici e ambiziose:
(a) riconoscere e salvaguardare gli elementi e le espressioni di tale patrimonio;
(b) promuovere la consapevolezza del loro valore in quanto componenti vitali delle culture tradizionali;
(c) assicurare che tale valore sia reciprocamente apprezzato dalle diverse collettività, gruppi e individui interessati;
(d) incoraggiare le relative attività di cooperazione a livello associativo;
(e) rappresentare ai livelli di governo elettivo locali, regionali e nazionale i motivi della utilità di salvaguardare il patrimonio culturale immateriale e della giusta richiesta di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche.

Nel dettaglio, per gli assetti fondiari collettivi il patrimonio culturale immateriale è? individuabile nei comparti seguenti:
1. Lessico ed espressioni orali.
2. Documenti.
3. Tecniche viventi di produzione.
4. Tecniche viventi di controllo del demanio collettivo.
5. Azioni di tutela del possesso collettivo.
6. Edifici e strutture associate ad usi particolari con un significato per la storia, la memoria.
7. Sistemi di regolamentazione dell’uso delle risorse collettive.
8. Modalità di partecipazione della popolazione.
9. Eventi rituali.
10. Testimonianze di valore storico-culturale o artistico.
11. Attività rivolte a formare e diffondere espressioni della cultura e della memoria.
12. Documentazione audiovisiva.

Per l’inserimento nella Lista del Patrimonio culturale immateriale l’elemento deve essere proposto al Centro studi dall’Organo amministrativo dell’Assetto fondiario collettivo.
L’elemento deve essere riconosciuto dalla collettività titolare del dominio collettivo come parte del patrimonio culturale dell’ente collettivo.
Nella proposta di inserimento è? necessario indicare la data o il periodo della realizzazione dell’evento.
Con la proposta di inserimento, l’organo amministrativo dell’assetto fondiario collettivo deve produrre l’impegno all’aggiornamento della proposta.

Le apposite schede di segnalazione andranno inviate via e-mail all’indirizzo: usicivici@unitn.it oppure via fax al n. 0461.28 34 96 del Centro Studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive, via Prati, 2, 38122 Trento.